martedì 20 settembre 2016

FA Cup 2017; Third Qualifying Round: il sorteggio


di Vincenzo Paliotto
Nell’inarrivabile e suggestiva sede di Wembley si è effettuato il sorteggio per il Third Qualifying Round della FA Cup. Sono stati sorteggiati i 40 accoppiamenti di questo round, che mette in palio per ogni vincente 7.500 sterline e che ad ogni modo non chiama in causa  per il momento l’ingresso di nuove formazioni. Le squadre del 5° livello, infatti, della piramide calcistica inglese entreranno in lizza dal prossimo turno. In attesa degli ultimi replay del Second Qualifying Round, la Football Association, con impagabile e solita precisione, ha già stabilito le squadre che si affronteranno nelle prossime sfide. L’entusiasmo è già alle stelle, ad esempio, per un Lancaster City-Kidderminster Harriers, di cui si dice che per il weekend del 1° ottobre in città ci sia già il tutto esaurito. Mentre lo Stockport County affronta il Salford City, la squadra della Great Manchester rilevata da Peter Lim per il 50%, ma con quote societarie appartenenti anche a Phil e Gary Neville e Paul Scholes. L’avventura del Bishop Auckland continua sul terreno del Farsley Athletic, mentre l’Hendon affronta l’altra londinese l’AFC Rushden&Diamond. L’Hereford FC affronta l’insidia del Tonbridge Angels. Questa squadra del Kent una volta, nel 1951-52, in un tie di FA Cup affrontò in casa all’Angel Stadium l’Aldershot, contando ben oltre gli 8.000 spettatori. I londinesi del Wealdstone se la vedranno contro il Banbury United. Gli stones sono tradizionalmente i rivals del Barnet, dell’Enfield e del già citato Hendon. Vantano anche 3 stranieri in squadra (un canadese, un gambiano ed uno della Guyana) e nella loro storia hanno vinto sia la FA Amateur Cup che la FA Trophy, che arrivò nel 1985 dopo un successo sul Boston United. Gli stessi pilgrims del Boston United sono ancora in corsa ed affrontano in trasferta il Kettering Town. Hanno il nome di pilgrims in quanto i suoi cittadini fondarono la più famosa Boston nel Massachuttes. Una volta qui vi giocò anche un italiano: il difensore centrale Gabrieli che aveva vinto il Campionato di Serie D nel 2003 con la Cavese.
The draw
1 Halesown Town v Nantwich Town or Marine
2 Kettering Town v Boston United
3 Lincoln United v Handsworth Parramore
4 Farsley Celtic v Bishop Auckland
5 FC Halifax Town v Witton Albion or Stalybridge Celtic
6 Worcester City or AFC Telford United v Brackley Town
7 King’s Lynn Town v Alfreton Town
8 Curzon Ashton or Consett v Bedworth United
9 Ilkeston v Stourbridge
10 Lancaster City v Kidderminster Harriers
11 Matlock Town v Workington
12 Stockport County v Salford City
13 Spennymoor Town v Chorley
14 FC United of Manchester v Bridlington Town or Harrogate Town
15 Altrincham v Morpeth Town
16 AFC Mansfield v Gresley or Stamford
17 Faversham Town or Hitchin Town v Egham Town
18 North Leigh v Folkestone Invicta
19 Ebbsfleet United v Havant & Waterlooville
20 Hungerford Town v Leiston
21 Canvey Island or Potters Bar Town v Bath City or Oxford City
22 Hendon v AFC Rushden & Diamonds
23 Margate v Hastings United
24 Taunton Town v Hampton & Richmond Borough
25 Weymouth v Brimscombe & Thrupp
26 St Albans City v Worthing
27 Wealdstone v Banbury United
28 Tonbridge Angels v Hereford
29 Beaconsfield SYCOB v Felixstowe & Walton United
30 Whitehawk v Merthyr Town
31 Sevenoaks Town or Chesham United v Staines Town
32 Kempston Rovers or Burgess Hill Town v Cadbury Heath
33 Slough Town v Dartford
34 Billericay Town v Chippenham Town
35 Welling United v Swindon Supermarine
36 Gloucester City v Hemel Hempstead Town or Herne Bay
37 Westfields v Walton Casuals
38 Eastbourne Borough v Hadley
39 Merstham or Colliers Wood United v Hanwell Town or Thamesmead Town
40 Harrow Borough v Winchester City


domenica 18 settembre 2016

FA Cup 2017, il Second Qualifying Round

di Vincenzo Paliotto
  E’ stato in effetti un Second Qualifying Round di grande livello quello che si è giocato nel sabato pomeriggio del 17 settembre su 80 campi dell’Inghilterra del pallone. Tante, infatti, erano le sfide che hanno caratterizzato il Round, quello per intenderci in cui sono entrate in lizza anche le squadre del 6° livello della piramide calcistica inglese. Il Prize Fund per chi ha superato il turno è stato di 4.500 sterline a squadra, ma ovviamente questo era puramente un dettaglio. Sono venuti alla ribalta, infatti, oltretutto tra alcune sorprese, i nomi blasonati del calcio inglese. 1.425 spettatori, il pubblico più alto di tutto il Round, hanno salutato la vittoria dello Stockport County per 2-0 sullo Hyde United. Fondata nel 1883, la squadra degli hatters vanta una grande tradizione storica con ben 26 campionati spesi nel secondo livello del calcio inglese. Un dettaglio sicuramente non da poco e la squadra ancora una volta ha dimostrato di essere accompagnata da una grande tifoseria. Ha vinto poi seppur a fatica l’Hereford FC sul campo del Sutton Coldifield Town per 3-2, mentre il Kidderminster Harriers ha dominato per 4-0 il Tamworth. Gli Harriers sono stati per due volte nella loro storia finalisti ma sconfitti in Welsh Cup.
 E’ andata male invece allo Blyth Spartans, che tra le mura amiche dinanzi ad oltre 1.000 spettatori, ha ceduto per 4-2 di fronte al Morpeth Town, formazione del 9° livello del calcio inglese. Mentre il Bradford Park Avenue ha perso di misura in casa per mano del Salford City. Il Bradford PA addirittura per tre volte ha raggiunto nella sua storia i quarti della FA Cup nel 1913, 1920 e 1946. rivale peraltro acerrima del Bradford City, che invece milita in League One e che vinse la FA Cup in una storica edizione del 1913. E’ uscito fuori anche il Darlington 1883, battuto per 2-1 dal Lancaster City. Ad ogni modo, il Morpeth Town non è l’unica squadra del 9° livello ad essere rimasta ancora in lizza ed in questo senso i miracoli fino a questo momento della competizione portano il nome di Handsworth Parramore, Westfields, AFC Mansfield, Briscombe, Cadbury Heath, Hadley, Felixstowe and Walton United  e soprattutto Bishop Auckland, una delle grandi tradizioni del calcio inglese. Il risultato sensazionale è proprio dell’Handsworth and Parramore, squadra nata soltanto nel 2014 dalla fusione dei due club vicino Sheffield.
 
Finale di FA Trophy 1986 vinta dall'Altrincham
L’Altrincham, squadra della Great Manchester fondata nel 1891, ha battuto per 3-2 il Gainsborough United, milita nel 6° livello e sta riprovando a scrivere la storia che nel 1985/86 la portò fino al Fourth Round della competizione. I robins in quella stagione piegarono la resistenza sia del Blackpool che del Birmingham City per 2-1, firmando due prestigiosissimi giant-killing. Due risultati sorprendenti che non sarebbero però mai rimasti isolati nella storia dell’Altricham, che giusto nella FA Cup del 2015/2016 si è preso il lusso di eliminare nel First Round il Barnsley, squadra cadetta e battuta di misura. Oltretutto in quella storica stagione del 1985/86 l’Altrincham la strada per Wembley la trovò comunque, ma andando a giocare la finale della FA Trophy e vincendo di misura sul Runcorn, ripetendo peraltro il successo già ottenuto nel 1978, 3-1 al Leatherhead. Capitano di quei ragazzi del 1986 era il mitico John Davison, con 677 presenze il più presente nella storia del club.
 Ha passato il turno anche l’Halifax Town, una società rifondata dai tifosi nel 2008, ma che può vantare più di 100 anni di storia. L’Halifax Town è già risalito fino alla sesta divisione e lo scorso anno ha vinto la FA Trophy.

 Nella sfida molto affascinante tutta londinese l’Hendon è andato a vincere per 2-0 in casa del Dulwich Hamlet. I greens nati nel 1908 come Hampstead Christ Church vantano una storia molto lunga che in qualche modo si ricollega ad un club omonimo nato nel 1876 e con tante partecipazioni alla FA Cup di quegli anni. In un First Round del 1952 in 9.000 affallarono il suo stadio di Claremont Road per assistere alla sfida contro il Northampton. Uno stadio molto affascinante, ma poi successivamente chiuso ai colori verdi dell’Hendon nel 2008 dopo un’ultima sfida contro i rivali del Wealdstone.  Adesso l’Hendon gioca al Vale Farm dopo un accordo siglato con il Wembley FC. La squadra di West Hendon ha vinto 3 volte la FA Amateur Cup, la versione originale della FA Trophy, e nel 1973 ha prevalso anche nella Coppa Ottorino Barassi, battendo in casa 2-0 l’Unione Valdinievole e poi andando a pareggiare in Italia. Anno in cui l’Hendon ospitò anche un’amichevole casalinga contro il Torino, salito in Inghilterra per un altro match da giocare nel Torneo Anglo-Italiano.  Erano quegli degli anni d’oro per il club anche per una partecipazione al turno della FA Cup di gennaio, in cui i londinesi andarono a pareggiare per 1-1 sul campo del Newcastle United per poi essere battuti nel replay a Vicarage Road.

domenica 4 settembre 2016

FA Cup 2017, il First Qualifying Round

Ramsgate Town-Whyteleafe 1-2
 di Vincenzo Paliotto
E’ iniziato venerdì sera con l’anticipo vinto per 2-1 dal South Park sul Dorking Wanderers il First Qualifying Round dinanzi a 274 spettatori. Poi al sabato le altre 115 sfide che hanno entusiasmato la FA Cup in questa sua interessantissima fase iniziale.
 C’erano sei club che per la prima volta accedevano al First Qualifying Round: Ashby Ivanhoe, CB Hounslow and Leicester Road della Midland Football League Premier Division poi il Coventry United, e due della Southern League Division One South and West :Hereford e Salisbury. Anche se come sottolineato più volte l’Hereford FC è l’erede del ben più noto Hereford United. La favola dell’Ashby Ivanhoe, esordiente assoluto nella coppa, è finita incassando una barca di gol di fronte all’Ilkestone, ma in questo caso al differenza di categoria tra le due compagini era ben evidente. Costretto invece dal Romulus al replay l’Hereford FC.
 
Blyth Spartans 1977/78
Tuttavia, nomi alquanto blasonati hanno passato il First Qualifying Round, a cominciare dal Blyth Spartans, autore di una clamorosa cavalcata fino agli ottavi di finale della FA Cup del 1977/78 da club Non-League, venendo eliminato soltanto nel replay dal Wrexham in un St. James Park a Newcastle stipato da oltre 42.000 spettatori. I neroverdi, attualmente in settima divisione, si sono sbarazzati del Frickley per 3-1 davanti a quasi 700 spettatori. Ad ogni modo, hanno vinto anche il Bishop Auckland con un secco 5-1 di fronte all’Ossett Albion, lo Spennymoor Town con un pirotecnico 3-5 sul campo del Radcliffe Borough, quindi i londinesi dell’Hendon, ma anche il Bognor Regis Town, il Cambridge City, l’Avant&Waterloowille, l’Uxbridge, lo Staines Town, il Dulwich Hamlet e il Salisbury. Vittoria anche per l’AFC Rushden&Diamonds, compagine nata nel 2011 per merito dei tifosi della squadra fallita proprio in quell’anno. SaveR&D è stato il motto della tifoseria, che ha visto la nuova squadra battere 2-0 l’Hornchurch.  

Affermazione importante anche per i londinesi del Dulwich Hamlet dai caratteristici colori sociali rosa-viola. La formazione del Borough di Southwark nata nel 1893, ha vinto anche 4 volte la FA Amateur Cup ed il suo supporters trust vanta anche amicizie con gli amburghesi dell’Altona (anche se poi i gemellaggi instaurati in tutta Europa sono anche di più9. E’ una squadra coem dire cult, che ioa nella Premier Division di Isthmian League sul terreno di Champion Hill e che in squadra conta anche un ruandese, un nigeriano, uno della Sierra Leone ed anche un irlandese ed uno scozzese per gradire. Ricordiamo anche una sua partecipazione al Torneo Anglo-Italiano del 1980.
 Vincendo 4-0 in casa del Barnstaple Town, il Merthyr Town, settima divisione, ha ottenuto il superamento del turno. La squadra gallese, rifondata nel 2010 sulle ceneri del Merthyr Tydfil, avanza dunque al Second Qualifying Round. Un risultato prestigioso per una squadra che era nata nel 1909 e già rifondata nel 1934. Ma questo club vanta addirittura una partecipazione alla vecchia Coppa delle Coppe ottenuta nel 1987, dopo che in Welsh Cup aveva ottenuto la vittoria finale ai danni del Newport County. In Coppa delle Coppe il Merthyr affrontò e venne eliminato dall’Atalanta, dopo però aver vinto almeno la gara casalinga.
 Escludendo le gare di replay che si giocheranno, il pubblico più alto per una partita del turno l’ha ottenuto il match tra Salisbury e Frome Town, terminato 2-0 per i padroni di casa, con un attendante di 832 spettatori.
 I londinesi del Colliers Wood United, nati nel quartiere di West Wimbledon nel 1874, hanno ottenuto per la prima volta nella loro storia il passaggio al Second Qualifyng Round, eliminando per 5-1 l’Eastbourne Town, Come dire che c’è sempre tempo nella storia per ottenere i risultati migliori.

 Intanto le squadre che hanno superato il turno ottengono anche le 3.000 sterline di premio previste per la qualificazione, mentre giovedì 10 settembre si giocano i replay in vista del Second Qualifying Round del 22 settembre, che chiama in causa tra le altre anche le compagini del 6° livello della piramide del calcio inglese.

sabato 27 agosto 2016

Under Protest: lo sciopero bianco di Taiwan e l'unica volta della banda di Lee

di Vincenzo Lacerenza

Come da protocollo, dopo la passerella della Tunisia, e prima di quella riservata alla Thailandia, i ventisette atleti provenienti da Taiwan, eleganti nei loro gessati sfoggiati per la gaudente cerimonia, sfilano sulla pista dell'Olimpico di Roma, sventolando orgogliosi il vessillo della propria patria durante la tradizionale Parata delle Nazioni. In fila indiana, disposti su tre file ordinate, i taiwanesi proseguono fluidamente fino a quando, in prossimità di un funzionario del Comitato organizzatore, il capodelegazione, tale Lin-Hung-tan, rallenta bruscamente la marcia, e s'infila una mano in tasca, estraendo un drappo bianco dove campeggia un'inequivocabile scritta a vernice: "Under protest", si legge, rigorosamente in inglese, proprio per abbattere le barriere linguistiche, favorendo la comprensione di tutti gli spettatori del mondo.
Qualche minuto più tardi, la fiaccola olimpica, accesa ad Olimpia il 12 Agosto, dopo essere stata custodita gelosamente da un esercito di 1199 atleti, terminerà il suo lungo peregrinare nelle affidabili mani del misconosciuto mezzofondista Giancarlo Peris, ultimo tedoforo a cui spetterà l'onore e l'onere di appiccare il tripode olimpico, dando il via alla diciassettessima Olimpiade, la prima ospitata su suolo italiano.
Alla base del gesto plateale inscenato dai taiwanesi in mondovisione durante la cerimonia d'apertura, ci sono, come sempre in questi casi, delicate motivazioni di natura politica e ideologica. In pratica, la selezione dell'isola di Formosa, ritenendosi indipendente dalla Repubblica Popolare Cinese, gradirebbe partecipare alle Olimpiadi sotto la denominazione di "Cina nazionalista". Il Comitato Olimpico Internazionale, ed il suo presidente, lo statunitense Avery Brundage, etichettato dai cinesi senza mezzi termi come "marionetta dell'imperialismo americano", probabilmente per evitare di irritare oltremodo la sensibilità di Pechino, ritiratasi due anni primi dal movimento olimpionico proprio per la contemporanea presenza di Taiwan che si ostina a non riconoscere come entità indipendente, rigetta senza appello le richieste degli atleti di Formosa, escogitando una soluzione parecchio invisa alla carovana orientale: se vorranno presenziare alle Olimpiadi romane, i ventisette atleti, tra cui i calciatori agli ordini di mister Lee, dovranno farlo sotto le insegne di Taiwan.
Almeno in un primo tempo a Taipei sono riluttanti all'idea, tanto che per ventiquattro ore negli ambienti olimpici serpeggia lo spettro dell'abbandono. Ma poi, dopo consultazioni e mediazioni di ogni tipo, fortunatamente si giunge ad un compromesso, con i taiwanesi che alla fine scongiurano il forfait, non prima, però, di aver mostrato al mondo tutto il proprio disappunto per l'inaccettabile, e quasi oltraggiosa, a detta loro, decisione di un CIO tanto pragmatico quanto cinico nelle vesti di padre padrone del circus a cinque cerchi. Nell'imponente e confortevole Villaggio Olimpico, progettato da un pool di architetti di rinomata caratura e allestito in pompa magna laddove un tempo sorgeva la baraccopoli di Campo Parioli - sgomberata per l'occasione - mister Lee Wai Tong, autentica leggenda del calcio cinese presente in qualità di calciatore a Berlino '36 - la prima, storica Olimpiade a cui prese parte la selezione calcistica del Celeste Impero - riceve la tanto inaspettata quanto gradita visita di Vittorio Pozzo - addentratosi in quella babele di suoni, lingue, culture e tradizioni in qualità di inviato de "La Stampa" - con cui scambia amabilmente quattro chiacchiere sul gioco, cercando di carpire alcuni segreti sula nostra nazionale a pochi giorni dall'esordio, proprio con l'Italia, in quel di Napoli.
La formazione olimpica di Taipei, composta per la sua stragande maggioranza da calciatori provenienti da Hong Kong, anche se di modesta caratura se rapportata alle altre squadre iscritte al torneo olimpico, gode di un certo prestigio in Asia. Sfilata per due volte consecutive la corona dei Giochi Asiatici alla Corea del Sud, bastonata in finale con un perentorio 5-2 in finale nel 1954, e ribattuta quattro anni più tardi con un più risicato, ma ugualmente efficace 3-2 dopo i tempi supplementari, il pass per Roma viene oblitato proprio in faccia ai Guerrieri di Taegeuk, per il quale i biancoblu diventano un autentico spauracchio: sbarazzatosi con relativa facilità della Thailandia nel primo round di qualificazione preolimpico, Taiwan si ritrova nuovamente opposta ai sudcoreani. L'ennesimo capitolo della saga, che vale un posto sull'aereo per l'Italia, va in scena interamente a Taipei: nella prima gara la Corea del Sud liquida 2-1 gli uomini di Lee, ipotecando la qualificazione. Ma il 14 Aprile del 1960, nell'incontro di ritorno, accade l'imponderabile. Sul punteggio di 1-0 in favore della Repubblica di Cina, così come era conosciuta ufficialmente Taiwan, l'arbitro assegna un calcio di rigore alla truppa di Lee. I Guerrieri di Taegeuk, imbufaliti perchè vedono sfumare il sogno olimpico, in preda ad un raptus di follia, si avventano sull'arbitro schiaffeggiandolo ripetutamente. Risultato: a tavolino la gara viene data vinta a Taiwan, che può finalmente festeggiare la tanto agognata qualificazione a cinque cerchi.
A dispetto di Melbourne 1956, la struttura del torneo calcistico a cinque cerchi subisce significative trasformazioni, venendo allargata a sedici formazioni, rispetto alle undici perviste dal format australiano: in più si assiste all'introduzione della fase a gironi, perfetto antipasto dello spettacolo promesso dalle gare da dentro o fuori. Inseriti nel gruppo B, comprendente oltre ai padroni di casa dell'Italia, anche Brasile e Gran Bretagna, gli asiatici esordiscono il 26 Agosto a Napoli. Di fronte c'è la Naziole olimpica italiana, timonata dalla premiata ditta Rocco-Viani, e sospinta a gran voce dal pubblico di Fuorigrotta. Immaginare un epilogo diverso da una goleada in favore degli azzurri, seppur privi di quei calciatori impegnati nelle qualificazioni al mondiale cileno, appare impossibile. Eppure, dopo il vantaggio italiano di Rivera, che al 10' sembra spianare la strada ai beniamini di casa, Mok-Chun-wa, alfiere del South Cina, trova un insperato e inaspettato pari, gelando un Viani che, tra l'incredulo e lo stupito, fatica a capacitarsene. Quello taiwanese, però, come logica impone, rimane solo un lampo isolato. Tre minuti più tardi ancora un'imberbe Rivera, fresco di passaggio al Milan dall'Alessandria, rimette a posto le cose, mentre nella ripresa sono Fanello e Tomeazzi a mettere il risultato al riparo da eventuali brutte sorprese, fiaccando le ultime sacche di resistenza della banda di Lee. Se il debutto era proibitivo, il secondo incontro lo è, se possibile, ancor di più. La comitiva taiwanese, che incarna l'emblematico motto decoubertiano delle Olimpiadi, risale il Tirreno e, al Flaminio di Roma incrocia i tacchetti con i funamboli brasiliani. Come ampiamente pronosticabile, non c'è partita. Gerson, autore di una tripletta, e Roberto Dias, che non vuole essere da meno del compagno siglando una doppietta, fanno letteralmente ammattire la difesa taiwanese guidata da Lam Spencer - mastino dei Kitchee conosciuto per le sue poderose staffillate da calcio piazzato, e per questo soprannominato "Heavy Gun" - affondando come lame incandescenti nel burro e permettendo ai verdeoro, già vittoriosi 4-3 con la Gran Bretagna nel vernissage d'apertura, di proseguire il torneo con alle spalle un confortante e rotondo 5-0. I giochi sono fatti, i destini segnati, le valigie pronte. Aritmeticamente Taiwan è già stato escluso dalla kermesse, ma resta ancora una gara da disputare, quella con la Gran Bretagna. A Grosseto, il primo Settembre, si gioca per l'onore, visto che anche i britannici hanno la certezza dell'eliminazione. I sudditi di Sua Maestà partono a spron battuto, e all'ora di gioca conducono per due reti a zero: Jim Lewis e Bobby Brown, impietosi, trafiggono il povero Sui Wah Lau. Sembra finita, ma Cheuk-Yin- Yiu, formidabile parter d'attacco di Mok Chun-wa anche tra le fila delle Caroliners, considerato come il più iconico calciatore nato ad Hong Kong, accorcia le distanze, rivitalizzando la truppa orientale, nuovamente punita da Paddy Hasty a cinque minuti dal triplice fischio finale. Ci pensa nuovamente Cheuk, "il tesoro di Hong Kong", come lo chiamano i suoi tifosi, a raddrizzare il risultato, fulminando ancora una volta l'attonito Pinner e concedendo uno storico bis olimpico.
Le eccezionali gesta della stella xiangrangren, premiata nel suo paese con svariati ed illustri riconoscimenti, però, non bastano ad evitare la sconfitta a Taiwan. Tuttavia, alla Cina nazionalista non mancheranno i motivi per gioire. Dopo la spedizione infruttuosa, e terminata a mani vuote, in quel di Melbourne, sarà il decatleta Yang Chuan-kwang a conquistare la prima, storica, medaglia per Taiwan: un argento ottenuto al termine di un tiratissimo e avvincente duello senza esclusione di colpi con l'americano Rafer Johnson, peraltro ben documentato ne "La Grande Olimpiade", la peliccola ufficiale della kermesse romana prodotta dall'Istituto Luce e diretta da Romolo Marcellini. A conferma della bonta forse irripetibile di quell'organico, invece, in Autunno la Taiwan pallona raggiungerà il proprio acme, salendo sul gradino più basso della Coppa d'Asia, alle spalle di Corea del Sud ed Israele, prima di scomparire lentamente dalla scena calcistica internazionale, preda di una sorta di irreversibile forma di dissolvenza in uscita.

mercoledì 24 agosto 2016

FA Cup 2017, il Preliminary Round

di Vincenzo Paliotto
 Nell’intenso weekend inglese in cui Manchester United e Manchester City si sfidano a suon di gol in Premier League si è giocato anche un vasto Preliminary Round di FA Cup, in cui sono scesi in campo le squadre provenienti dall’Extra Preliminary Round e quelle dell’8° Level della piramide del calcio inglese per un totale di 160 confronti complessivi. Hanno debuttato anche quelli dell’Hereford FC, compagine fondata nel 2014 dall’HUST, il Supporters Trust di quello che fu il gloriosissimo Hereford United, protagonista nel 1972 di uno dei più famosi giant-killing nella storia della FA Cup che gli permise di avere ragione dell’allora titolato Newcastle  United. I bianconeri vestiti dalla Macron si sono imposti per 4-2 sull’Alvechurch dinanzi a 2.624 spettatori. Una cifra ragguardevole trattandosi soltanto del turno preliminare della competizione. E’ il match quello di Edgar Street, ad ogni modo, che si registra il più alto numero di spettatori del turno, seguito dagli oltre 1.142, che hanno visto il Guernsey impattare per 2-2 tra le mura amiche contro il Thamesmead Town. Ad ogni modo, quello nell’sola di Guernsey è il confronto che si disputa più a sud in tutti i 145 anni di storia della FA Cup. Poi i bianco verdi di Saint peter Port hanno perso nel replay a campi invertiti.

Il Bishop Auckland si è qualificato con una netta vittoria esterna per 4-1 sul campo del Nelson, mentre il West Auckland Town ha ceduto proprio tra le mura amiche con un largo punteggio in uno di quei derby a distanza più affascinanti nel calcio inglese. Fondato nel 1883, il Bishop la squadra che vinse per 10 volte la FA Amateur Cup, avanza nella storia di questa coppa, anche se pare lontanissima il traguardo dei quarti di finale raggiunto nel 1954/55, quando fu eliminato soltanto dallo York City, che a sua volta avrebbe poi ceduto al Newcastle United. Nel 2015, dopo la sua morte, un tifoso dal nome di Colin Rowell donò 300.000 sterline alle casse societarie del club, dopo aver trascorso 70 anni a tifare per questa gloriosissima squadra.
 Il Workspo Town sta con quella attuale giocando la sua 109° campagna di FA Cup e nel 1956 arrivo al Third Round. Il Glossop North End, che giocò nel 1909 i quarti di finale, è andato al replay e poi sconfitto. In campo anche AFC Mansfield, AFC Rushden and Diamonds ed AFC Emley, eredi di squadre che hanno giocato in categorie più importanti ed adesso relegate nei bassifondi e costretti a ripartire. Proprio il glorioso Emley è stato già eliminato. Brilla l’esordiente Ashby Ivanohe, decima divisione, e passaggio al turno successivo.
 Tra le squadre con un passato decisamente glorioso l’Uxbridge, altra squadra londinese protagonista nell’edizione del 1873/74, ha pure passato il turno, mentre il Marlow, che arrivò in una storica semifinale nel 1881/82, è stato fermato sul 2-2 dal Beaconsfield. Così come hanno passato il turno anche gli antichi Cray Wanderers e Corinthian Casuals.

 Il 3 settembre si ritorna in campo con il First Round Qualifiyng con in campo le 160 promosse dal turno precedente, accompagnate da altre 72 formazioni iscritte al 7° livello della piramide calcistica inglese. Ben 116 le sfide in programma e 3.000 sterline per chi ha il merito di passare il turno.

domenica 7 agosto 2016

FA Cup 2016/17, l'Extra-Preliminary Round

Clapton FC
di Vincenzo Paliotto
 Nel pomeriggio del 6 agosto è scattata la FA Cup edizione 2016/17 (la 136esima della storia) attraverso l’Extra Preliminary Round, il turno che anticipa tutti gli altri nella competizione e che chiama in causa le squadre tra la 9a e la 11a divisione della piramide del calcio inglese. La real FA Cup, come direbbero qui i maestri inglesi, dove si assaporano il gusto e l’emozione vera della Coppa di calcio più antica e prestigiosa del mondo. Ben 184 sono stati i confronti che hanno visto scendere in campo le prime 368 squadre delle 736 in totale iscritte alla Cup più importante del mondo. Le 184 qualificate guadagnano l’accesso al Preliminary Round del 20 agosto ed intascano le 1.500 sterline come premio qualificazione.
 Subito eliminato l’Hallam FC, fondato nel 1860 e protagonista del primo incontro di calcio nella storia contro lo Sheffield FC, dal Worksop Town per 4-2 dinanzi a 461 spettatori, l’attendance maggiore di questo primissimo preliminare. E’ uscito subito anche il London Bari, squadra fondata da un asiatico in onore di David Platt, che giocò appunto nel Bari. I londinesi hanno perso per 3-1 tra le mura amiche contro il Clapton, lo storico Clapton vincitore di 5 FA Amateur Cup e che nel 1898-99 in FA Cup giocò una gara casalinga contro il Tottenham di fronte a 12.000 spettatori. Tra i club più vecchi del calcio inglese, al di là dello stesso Sheffield FC che entrerà in gioco dal prossimo turno insieme al Cray Wanderers e ai Corinthians Casual, passa lo sbarramento anche il Brigg Town, data di nascita 1864, che batte il Clipstone in casa per 2-1. Si è qualificato tra le altre anche l’Alvechurch, vincendo per 2-0 in casa dell’Haughmond. L’Alvechurch detiene il particolare record di aver giocato il maggior numero di tie per superare un turno di FA Cup. Capitò nella stagione del 1971-72, quando il Church eliminò dopo 6 lunghissimi confronti l’Oxford City nel First Proper Round.
Alvechurch FC

 Il 20 agosto si ritorna in campo con ben altri 160 confronti ed entrano in scena anche le squadre del 7° ed 8° livello e le squadre vincitrici guadagneranno questa volta 1.925 sterline a testa oltre ad un prestigioso passaggio del turno. Scende in campo anche la rappresentante dell’Isola di Guernsey che gioca in casa contro il Thamesmead Town.

giovedì 4 agosto 2016

English football kits, quando si parla e non si sbaglia di tradizione

di Vincenzo Paliotto
Millwall
 Non è probabile che in qualche altro paese di cultura calcistica si possa trovare un attaccamento così radicato alla tradizione come nel calcio inglese. Nonostante le difficoltà tecniche di turno, non a caso la nazionale inglese è stato eliminata dagli Europei in maniera più che deludente dall’Islanda, e in alcuni casi di quelle economiche, il calcio inglese continua a preservare un fascino inarrivabile soprattutto per l’effetto radicato della tradizioni e del peso della storia che vantano nel gioco più bello del mondo. Passando in rassegna le nuove divise dei vari club in vista dell’imminente inizio della stagione agonistica l’effetto della tradizione è ancora più forte e presente.
Millwall. Il Millwall ad esempio, per la verità anche altri club lo hanno fatto, ha riservato un vero e proprio concorso tra i suoi supporters per scegliere in questo caso il kit da adottare in trasferta. Il concorso è stato vinto dalla sfegatata fan Kathryn Gale, che ha proposto una divisa in cui si esalta il giallo. Nella prima divisa, invece, i lions sono ritornati ad un tradizionale kit a strisce verticali per rievocare la famosa stagione del 1966, in cui il Millwall conservò l’imbattibilità casalinga per 59 lunghe partite. Un primato importante per il club londinese, seguito da una delle tifoserie più turbolente del panorama britannico, ma senza grossi trofei in bacheca. 
 Ma in League One anche il Chesterfield festeggerà il suo 150esimo anniversario con una casacca speciale nel 2017. Una storia affascinante, culminata con la semifinale di FA Cup nel 1997 e persa nel replay contro il Middlesborough, dopo non poche recriminazioni. 
 Mentre nella stessa divisione anche la società dell’Oxford United ha contattato i propri tifosi sui social media per capire se gradissero o meno le strisce verticali blu su fondo giallo della prima maglia, dopo averle adottate nella finale persa contro il Barnsley in Football League Cup.
Barnet ed FA Amateur Cup. Il peso della tradizione ha avuto poi effetto anche per il piccolo ma prestigioso club londinese del Barnet, iscritto alla League Two, che ha riproposto una divisa (la quarta in catalogo) che riportava alla mente la strepitosa vittoria ottenuta nella FA Amateur Cup del 1946, l’unica nella storia del club. Peraltro ottenuto con uno storico e straordinario 3-2 ai danni del Bishop Auckland.
L’Exeter City in Brasile. Bella l’iniziativa anche di un altro club della League Two, l’Exeter City che come terza divisa ha adottato un kit quasi identico a quello dei brasiliani della Fluminense in memoria di una gara amichevole giocata nel 1914 dal club inglese a Rio de Janeiro. 
 Nella stessa League Two anche il retrocesso Doncaster Rovers ha pensato ad un concorso tra i propri tifosi per disegnare la maglia della prossima stagione ed il vincitore ha un nome particolare in Louis Tomlinson, cantante degli One Direction.
L’Huddersfield Town e la World Cup del ’66. Ma anche in Championship il peso della storia è determinante e straordinario come per l’Huddersfield Town (il club che un tempo fu di Mister Herbert Chapman), che come terza divisa ha adottato una maglia rossa con pantaloncini bianchi per celebrare il 50esimo anniversario della vittoria in Coppa del Mondo dell’Inghilterra, riproponendo appunto la divisa o quasi dell’epoca. Maglia indossata anche da Ray Wilson, gloria dell’Huddersfield, che quella Coppa la vinse indossando la maglia della nazionale inglese. Un riconoscimento ad uno dei giocatori più importanti nella storia del club.

West Ham 1896
West Ham d’acciaio. In Premier League la maglia con ricorrenza storica più bella l’ha pensata il West Ham United, sciorinando una terza divisa di grande impatto, rispolverando addirittura i colori del Thames Ironwork del 1896, progenitore ed originale denominazione del club attuale. Questa maglia sarà usata nella gara inaugurale all’Olympic Stadium contro la Juventus e nelle partite di FA Cup. Ricorda in maniera particolare gli operai che lavoravano nelle acciaierie che diedero origine alla squadra. L'Olympic Stadium ha già ospitato in verità una gara degli hammers, quella vinta in Europa League contro gli sloveni del Domzale, ma contro la Juventus ovviamente sarà un'altra cosa.





Emozionante Barnsley. I supporters del Barnsley invece si sono
mossi in altra suggestiva direzione, andando fino al cimitero di Highgate a Londra per rendere omaggio alla tomba di Rev Preddy, che ebbe la fantastica idea di fondare il club biancorosso, vincitore nel 1912 di una fantastica FA Cup, ottenuta pur giocando in seconda divisione.